Roberto Abraham Scaruffi

Sunday, 12 June 2011


MoviSol - Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà 
Newsletter n. 23/2011
La Kaptur chiede il ritorno allo standard di Glass-Steagall
Il 2 giugno la congressista democratica Marcy Kaptur, che ha presentato il ddl per il ripristino della legge Glass-Steagall, ha testimoniato alle audizioni della Commissione Bilancio sulla "crisi dell'esposizione dei contribuenti nel settore immobiliare" presiedute dal repubblicano Paul Ryan, un fautore dei tagli draconiani al bilancio. Mentre molti repubblicani hanno tentato di attribuire la colpa della crisi immobiliare a Fannie Mae e Freddie Mac, entrambe imprese create dallo stato, l'on. Kaptur ha dichiarato chiaramente che la colpa principale va attribuita a Wall Street.
Dopo l'audizione, il suo ufficio ha emesso il seguente comunicato stampa: "La congressista Marcy Kaptur ha dato alla deregulation del settore finanziario la colpa del crollo del mercato immobiliare negli Stati Uniti nel 2008, chiedendo un'inchiesta del Congresso sulla crisi di Fannie Mae e Freddie Mac.'Chi ha dato l'avvio al crac del settore immobiliare?' si è chiesta la Kaptur. 'I comportamenti ad alto rischio sui mercati immobiliari americani sono iniziati all'inizio degli anni Novanta quando la deregulation del settore privato, promossa da alcuni membri del Congresso, ha consentito al settore privato di trasformare prestiti fino ad allora prudenti in titoli, e di cartolarizzarli sul mercato internazionale in maniera tale che non ci fosse più alcun rapporto col loro valore reale o con i mercati immobiliari locali'.
Responsabile di questo, ha dichiarato, fu Wall Street. 'Ha aggiunto - prosegue il comunicato - che la deregulation, culminata nella Legge Gramm-Leach-Bliley, ha scatenato gli speculatori che si sono impossessati del mercato. L'on. Kaptur è autrice del disegno di legge H.R. 1489, la legge sul ritorno alla prudenza nelle attività bancarie del 2011, che ripristinerebbe le disposizioni previste dalla legge Glass-Steagall che proibirono alle banche di condurre sia attività commerciali che attività d'affari.
"'Il settore privato ha scoperto ben presto che il settore ipotecario era uno strumento dormiente in un orizzonte trentennale e non fruttava quanti i profitti veloci dei prestiti commerciali. Dunque le grandi banche, insieme ai loro tirapiedi, le industrie dei servizi e dei rating, hanno fatto in modo di gonfiare i propri profitti'".
"Guardandoci indietro, ha aggiunto, è difficile comprendere come il settore finanziario abbia dato tanta fiducia ad un mercato privato della finanza immobiliare. Fannie Mac e Freddie Mac a quel punto hanno adottato anche loro pratiche ad alto rischio diventando agenti chiave per portare i titoli tossici sui mercati internazionali".
La nuova epidemia mette a dura prova le strutture sanitarie
L'epidemia di e. coli scoppiata ad Amburgo e nel Nord della Germania ha riportato d'attualità gli avvertimenti lanciati dal movimento di LaRouche molti anni fa: lo smantellamento di cruciali infrastrutture scientifiche e sanitarie, compresi i sistemi di monitoraggio e prevenzione, minaccia di lasciare l'umanità alla mercé di malattie mortali.
Anche in Germania, dove le strutture sanitarie sono tra le migliori del mondo, i tagli e le privatizzazioni hanno fatto sì che gli ospedali del Nord non riescono a far fronte all'emergenza. I casi affetti da HUS (Sindrome Emolitico-Uremica) possono essere curati solo con il cambio completo del sangue e con macchine per la dialisi. Per ora, i posti di cura intensiva sono stati completamente saturati dai 625 casi più acuti di HUS diagnosticati tra gli oltre duemila infetti di e. coli. Si teme che a causa dell'insufficienza dei posti letto, si cominci a scartare i pazienti più anziani.
Grazie ai cinesi, che hanno lavorato assieme alla Clinica dell'Università di Amburgo-Eppendorf, è stato sequenziato il genoma del batterio e sono stati identificati i geni che permettono al batterio di produrre le tossine che entrano nella circolazione sanguigna e producono la sindrome HUS. Sono state rilevate somiglianze tra uno dei due e un batterio scoperto tempo fa in Africa. Se l'ipotesi fosse confermata, essa costituirebbe la prova di una criminale negligenza della comunità internazionale nei confronti dell'Africa, che ha permesso al batterio di avere tutto il tempo necessario alla mutazione. Proprio quello che si temeva due anni fa per i virus della peste aviaria e suina, è accaduto con l'e. coli.
Mentre scriviamo non è ancora nota la fonte dell'epidemia. Mentre si stanno esaminando dei semi di soia prodotti da un'azienda nella Bassa Sassonia, si sospetta anche che il batterio e. coli sia nato in uno dei numerosi impianti di biogas, in cui viene prodotta elettricità dagli escrementi animali e altro materiale organico marcescente.
In ogni caso, l'epidemia si è diffusa rapidamente, uccidendo 21 persone in tre settimane. Ancora una volta, questa epidemia virulenta punta all'urgenza di un programma d'urto per la medicina su scala globale. L'Europa prenda esempio dalla Cina: il Beijing Genomic Institute (BGI) ha la più grande capacità al mondo di sequenziamento del DNA con oltre 180 macchine e oltre 4000 addetti.
La politica anti-nucleare tedesca minaccia la stabilità economia mondiale
Quando un capo di governo è costretto a negare in pubblico di voler deindustrializzare la nazione e lo fa con la stessa convinzione di uno studente che giura che i compiti a casa sono stati mangiati dal cane, quel paese è nei guai. Eppure, è quello che ha fatto il Cancelliere Merkel quando, il 3 giugno, il corrispondente di Berlino dell'EIR, Stefan Ossenkopp, ha chiesto ad una conferenza stampa: "Come fisico, lei sa che un aumento della densità nel flusso energetico porta ad un aumento del tasso di produttività nell'economia... molti temono che la sua politica energetica condurrà alla deindustrializzazione. La mia domanda è: Fukushima è stato un pretesto? Il vero scopo è la deindustrializzazione?"
Rispondendo "no", la Merkel ha indicato "sì" quando ha reiterato l'intenzione di staccare l'ultimo reattore nucleare nel 2022. Come ha scritto il presidente del BueSo, Helga Zepp-LaRouche, in una dichiarazione il giorno successivo, la decisione porterà proprio ad un crollo della densità del flusso energetico, e quindi ad "una massiccia riduzione del potenziale industriale tedesco", con drammatiche conseguenze nelle esportazioni di beni industriali che, "in un mondo di fame e povertà significa il genocidio", ha scritto Zepp-LaRouche.
Negli altri paesi, la svolta tedesca ha generato preoccupazioni. Il quotidiano moderato danese Berlingske Tidende ha scritto il 1 giugno che essa avrà "gravi conseguenze per la nazione, per la politica energetica tedesca e per il clima". In Francia, il ministro dell'industria Eric Besson ha fatto notare che chiudendo tutti i reattori nucleari "la Germania renderà l'elettricità più costosa e più inquinante". Già essa costa alle famiglie il doppio che in Francia. Gli esperti del settore energetico francese temono che la Germania non sia più in grado di fornire, attraverso la rete transfrontaliera, i 16 gigawatt annuali che fornisce alla Francia.
Il capo dell'Ente nucleare russo, Sergei Novakov, ha sottolineato in un'intervista a Voice of Russia quanto sarà difficile sostituire il nucleare con fonti cosiddette rinnovabili. Mentre queste potrebbero funzionare per i consumi familiari, sarà impossibile garantire elettricità giorno e notte all'industria, con qualsiasi tempo atmosferico.
Lo stesso giorno la Pravda ha pubblicato un articolo intitolato "La Germania combatte i mulini a vento nucleari", in cui si osserva che il piano tedesco fallirà e si aggiunge che i Verdi sono noti per la loro russofobia, che potrebbe portare a tensioni politiche se Berlino decidesse di cancellare gli accordi a lungo termine per il gas. Inoltre, il quotidiano russo ha messo la Germania sull'avviso, nel caso che Berlino, con l'aiuto di Vienna e Berna, cercasse di convincere altri paesi europei a seguire la stessa rotta.