Roberto Abraham Scaruffi

Thursday, 10 January 2013

IL FOGLIETTO QUOTIDIANO

Edizione breve del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara

OGGI IN EDICOLA
PRIMA PAGINA

Il cuore di carne del cattolicesimo

Socialismo gay. Francia, un prete e il materialismo dal pulpito

Il tesoro di Obama

di Mattia Ferraresi
SECONDA PAGINA

Il mistero del passo indietro di Riccardi, il cattolico che non si candida

di Paolo Rodari

Un viaggio italiano al fianco (e in memoria) di James Buchanan

di Francesco Forte
ANALISI

Il Fondo monetario non sa più a che modello previsionale votarsi

EDITORIALI

Germania dolce Germania

Le aziende tedesche tornano a produrre in casa. E’ la qualità, bellezza
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OGGI ONLINE
Disastro Celeste

Formigoni, l’incompiuto di Lombardia arrivato all’ultimo dietrofront

“Ha calato le braghe per un seggio”, dicono i cuori infranti di Cl. Dalle ambizioni al declino. Ironie del Cav.
“Ha calato le braghe, e per cosa? Per un posto al Senato, dove sparirà tra gli altri peones”. Il giudizio è così violento perché è quello di un cuore infranto, di un amico tradito: sono i vertici di Comunione e Liberazione, in Lombardia, a chiudere così, con queste parole, la carriera ventennale di Roberto Formigoni. Ed è un’agonia mesta. Il presidente della regione più ricca d’Italia ha deciso, o meglio si è piegato, manca poco all’annuncio ufficiale: non sosterrà Gabriele Albertini, candidato anche di Mario Monti, nella sua corsa al Pirellone contro la Lega, malgrado le promesse e le dichiarazioni, malgrado l’investitura e l’investimento.
di Salvatore Merlo

Renzi Light

La sconfitta sulle liste, la rinuncia alla battaglia. Il sindaco tra leggerezza e rischio irrilevanza
Rottamazioni rottamate. La lettura dei nomi scelti da Pier Luigi Bersani per rappresentare il Pd nelle liste della Camera e del Senato dimostra che il sospetto coltivato nelle ultime settimane da una buona parte dei sostenitori di Renzi – “Matteo ha scelto di rimandare a data da destinarsi la sua battaglia interna al Pd e alla fine si accontenterà di un piatto di lenticchie” – in fondo non era un sospetto campato per aria. Il sindaco di Firenze, nonostante abbia promesso pochi giorni dopo le primarie di volersi impegnare in una militanza gentile dentro il Pd, stando attento però a non dissipare il prezioso tesoretto raccolto nella sfida contro Bersani, ha di fatto rinunciato a far pesare nel prossimo Parlamento quel quasi 40 per cento che aveva conquistato ai gazebo.
di Claudio Cerasa