OGGI IN EDICOLA
PRIMA PAGINA
Il cuore di carne del cattolicesimo
Socialismo gay. Francia, un prete e il materialismo dal pulpito
Il tesoro di Obama
di Mattia Ferraresi
SECONDA PAGINA
Il mistero del passo indietro di Riccardi, il cattolico che non si candida
di Paolo Rodari
Un viaggio italiano al fianco (e in memoria) di James Buchanan
di Francesco Forte
ANALISI
Il Fondo monetario non sa più a che modello previsionale votarsi
EDITORIALI
Germania dolce Germania
Le aziende tedesche tornano a produrre in casa. E’ la qualità, bellezza
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OGGI ONLINE
Disastro Celeste
“Ha calato le braghe per un seggio”, dicono i cuori infranti di Cl. Dalle ambizioni al declino. Ironie del Cav.
“Ha calato le braghe, e per cosa? Per un posto al Senato, dove sparirà tra gli altri peones”. Il giudizio è così violento perché è quello di un cuore infranto, di un amico tradito: sono i vertici di Comunione e Liberazione, in Lombardia, a chiudere così, con queste parole, la carriera ventennale di Roberto Formigoni. Ed è un’agonia mesta. Il presidente della regione più ricca d’Italia ha deciso, o meglio si è piegato, manca poco all’annuncio ufficiale: non sosterrà Gabriele Albertini, candidato anche di Mario Monti, nella sua corsa al Pirellone contro la Lega, malgrado le promesse e le dichiarazioni, malgrado l’investitura e l’investimento. |
di Salvatore Merlo
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La sconfitta sulle liste, la rinuncia alla battaglia. Il sindaco tra leggerezza e rischio irrilevanza
Rottamazioni rottamate. La lettura dei nomi scelti da Pier Luigi Bersani per rappresentare il Pd nelle liste della Camera e del Senato dimostra che il sospetto coltivato nelle ultime settimane da una buona parte dei sostenitori di Renzi – “Matteo ha scelto di rimandare a data da destinarsi la sua battaglia interna al Pd e alla fine si accontenterà di un piatto di lenticchie” – in fondo non era un sospetto campato per aria. Il sindaco di Firenze, nonostante abbia promesso pochi giorni dopo le primarie di volersi impegnare in una militanza gentile dentro il Pd, stando attento però a non dissipare il prezioso tesoretto raccolto nella sfida contro Bersani, ha di fatto rinunciato a far pesare nel prossimo Parlamento quel quasi 40 per cento che aveva conquistato ai gazebo. |
di Claudio Cerasa
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