Roberto Abraham Scaruffi

Wednesday, 16 January 2013

IL FOGLIETTO QUOTIDIANO

Edizione breve del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara

OGGI IN EDICOLA
PRIMA PAGINA

Monti l’elitario bocciato da sinistra

di Marco Valerio Lo Prete

“Ottobre rosso” viaggia nei pc dell’occidente e svela i segreti di tutti

di Matteo Matzuzzi
SECONDA PAGINA

Perché centro e sinistra non intercettano gli elettori del Cav., i facoceri

di Giovanni Orsina

Militante lesbica british dice a Cameron di tenersi il matrimonio gay

di Nicoletta Tiliacos
ANALISI

Così la “fabbrica delle idee” si sposta in Cina a suon di brevetti

EDITORIALI

Narciso e la guerra più giusta / 1

La guerra in Mali secondo BHL, il “comunicatore meraviglioso”
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OGGI ONLINE

Pd, Renzi fuori è un autogol

Bersani inquieto per la Lombardia, per i centristi che tolgono voti, per il profilo di governo alla prova di Ingroia e Vendola. Renzi sugli spalti, partner politico, suo vice e ministro: la carta c’è, perché non la giocano?
Per sintetizzare la questione in modo molto brutale, possiamo dire che anche i sassi hanno ormai capito che l’unico volto possibile che il centrosinistra può mettere in campo per tentare di sedurre il famoso elettorato indeciso, per provare a non farsi rubare troppi voti dal listone Monti e per cercare di frenare la rincorsa insieme creativa e scombinata di Silvio Berlusconi coincide perfettamente con il profilo desaparecido del sindaco di Firenze Matteo Renzi.
di Claudio Cerasa
Operazione Serval

Parigi ora chiede aiuto ai paesi arabi, il Qatar deve scegliere con chi stare

Hollande va negli Emirati. Nella guerra in Mali lo sceicco di Doha ha interessi diversi da quelli degli amici francesi
Ieri, nel quinto giorno delle operazioni militari della Francia contro la guerriglia in Mali, il presidente François Hollande è atterrato nella base francese di Abu Dhabi, negli Emirati arabi uniti, la più grande a disposizione di Parigi nel medio oriente. La visita è slegata da quanto sta succedendo e gli aerei della base per ora non sono coinvolti, ma naturalmente il presidente ha parlato della guerra, promettendo che la fine è vicina: “Non abbiamo la vocazione a stare in Mali per sempre”, e però subito dopo annunciando obbiettivi ambiziosi e a lungo termine.
di Daniele Raineri