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Sala d’attesa
Verdini riceve, non dice ma rassicura. Leggende e paure. La noia del Cav.
“In
che posizione eri nel 2008?”; “ero quinto”; “mmh, fammi dare
un’occhiata… Se ne sono andati in due, adesso sei terzo, complimenti!”.
Deputati e senatori del Pdl fanno la fila a Via dell’Umiltà, la sede
del partito, dove Denis Verdini, l’uomo delle liste, ha la sua stanza,
una sala d’aspetto affollata come quella di un medico. Ed è una lunga
teoria quella dei parlamentari che in queste ore entrano spavaldi nello
studio del “compilatore” pensando di convincerlo, di fregarlo con le
parole, di riconquistare la candidatura, e ne escono invece incerti,
con l’aria spersa di chi è andato per turlupinare ed è stato un po’
turlupinato.
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di Salvatore Merlo
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Nel X arrondissement
Il capo dei servizi turchi sta trattando con il leader curdo Ocalan in carcere. Parlano anche della guerra in Siria
Ieri
poco prima delle due di notte tre donne sono state trovate uccise con
colpi di pistola al petto e un colpo finale di sicurezza alla nuca
dentro l’Istituto di cultura curda a Parigi. La porta della stanza era
chiusa a chiave: “Sembra la scena di un’esecuzione”, ha detto il
ministro dell’Interno francese, Manuel Valls, dopo un sopralluogo dentro
l’edificio al 147 di Rue Lafayette. Due erano attiviste giovani, Fidan
Dogan, rappresentante del Congresso nazionale del Kurdistan (Knk) con
base a Bruxelles, e Leyla Söylemez. La terza donna è Sakine Cansiz,
fondatrice del Partito curdo dei lavoratori (Pkk), che Turchia, Stati
Uniti, Nazioni Unite e Unione europea considerano un’organizzazione
terroristica.
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di Daniele Raineri
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