
L’indagine della procura di Arezzo sul dissesto di Banca Etruria è arrivata alla svolta largamente attesa dopo l’apertura di un fascicolo anche per bancarotta fraudolenta. L’intero ex consiglio di amministrazione dell’istituto, in carica dal 4 maggio 2014 all’11 febbraio 2015, è sotto inchiesta per il buco che secondo il commissario liquidatore Giuseppe Santoni ammonta a 1,1 miliardi di euro. Tra gli indagati c’è Pier Luigi Boschi, padre della ministra per le Riforme e allora vicepresidente dell’istituto di credito toscano