Roberto Abraham Scaruffi

Friday, 4 January 2013

IL FOGLIETTO QUOTIDIANO

Edizione breve del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara

OGGI IN EDICOLA
ANALISI

Monti è un autocrate che stritola i partiti. Oppure no?

PRIMA PAGINA

I contribuenti tartassati sussidiano le rinnovabili

Fisco più gravoso d’Europa e incentivi per il Pubblico gonfiano la bolletta
SECONDA PAGINA

Ottant’anni di Topolino tricolore, da Collodi (nipote) al governo Monti

ANALISI

Macché “fiscal cliff”, la guerra dei trilioni si gioca sui tagli di spesa

Il dramma americano non riguarda le tasse ma un debito figlio del big government imputato ai conservatori
EDITORIALI

Addio all’asse franco-tedesco

Le statistiche e i fatti allontanano (senza ritorno) Berlino e Parigi
INSERTI

El gobierno del presidente

Analisi storica dei rapporti di potere tra Quirinale e potere esecutivo, dal “partito della corte” a Monti
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Berlusconi sfonda a sinistra

Contro gli euro-rigoristi, c’è solo un liberal-keynesiano in giro
Se nel 1789 i deputati dell’Assemblea rivoluzionaria francese si fossero seduti in ordine un po’ diverso da quello che fu – conservatori a “destra”, radicali e rivoluzionari a “sinistra” – oggi la terminologia politica del mondo occidentale sarebbe completamente differente, ripeteva il sociologo inglese Walter Runciman. E mai come nell’Italia del 2012-’13 i riferimenti “sinistra” e “destra” sono apparsi come una convenzione traballante: un po’ per l’avanzare della “depoliticizzazione” riformatrice prediletta dal tecnico Mario Monti, un po’ anche per l’estro berlusconiano che risponde sparigliando le classiche appartenenze su un campo di battaglia fondamentale, quello delle scelte europee di politica economica.
di Marco Valerio Lo Prete
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Il vincitore morale

Renzi alla fine ha fatto un onesto e benintenzionato pasticcio
Giusto non fare il capocorrente. Segno di lodevole superbia, di aspirazione a un ruolo più incisivo, più legato alla misura specifica della democrazia elettorale che all’ambiente partitico e d’apparato. Giusto tornare a Firenze, uno non può fare il sindaco per finta, specie in una città rissosa, becera ed elegante, e giustamente pretenziosa, come la città di Dante e dei Medici. Giusto segnare una distanza della leadership personale emersa nelle primarie del Pd dall’esercito degli aspiranti a una retribuzione d’impegno e di peso politico. Tutto bene. Buone intenzioni.
di Giuliano Ferrara