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Finale di partita
Inizia la campagna elettorale. Nel colloquio con Napolitano nessun cenno al futuro. Un appello all’Italia
Al
momento in cui questo giornale va in stampa Mario Monti ha concluso il
suo ultimo Cdm e, salito al Quirinale, ha rassegnato le dimissioni al
termine di una giornata caratterizzata ancora da grande incertezza
intorno al suo futuro in politica. Questa mattina Giorgio Napolitano
inizierà delle rapide consultazioni per poi sciogliere le Camere in
giornata: il voto è fissato per il 24 febbraio. Il professor Monti,
invece, parlerà domani in conferenza stampa e, verosimilmente,
presenterà – come anticipato dal Foglio lo scorso 12 dicembre – un
memorandum sulle riforme da fare (e quelle da consolidare), un appello a
tutte le forze politiche e al paese.
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di Salvatore Merlo
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“Io
ci sto!” – inizia a declamare la bella presentatrice. “Pure noi!” –
risponde una voce dalla sala (e s’intende, essendo qui tutta “società
civile e politica pulita”, un aggregarsi alla nobile causa, mica uno
scivolone verso l’olgettinismo). Scruta scruta, nella penombra – ce n’è
più che nel folto della foresta guatemalteca – ma Ingroia ancora non si
vede. “Ingroia non può salire sul palco se non liberano gli spazi
laterali. Non viene da qui, viene dal retro...”. Per la verità viene dal
Guatemala – e per inciso, l’unica effettiva (seppur indiretta)
materializzazione dei chiacchierati Maya nel giorno tanto atteso della
sfiga planetaria: tutto qua, alla fine, macché profezia, solo pm.
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di Stefano Di Michele
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