IL FOGLIETTO QUOTIDIANOEdizione breve del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara | |||||||||
OGGI IN EDICOLAPRIMA PAGINAI trent’anni, questo è il problemaNon è questione di giovanilismo generico, è che l’importante è stare sotto i quaranta. Un cretino giovane è per sempre, e li accusano di essere leggeri. Ma questa è proprio la forza loro in cui sperareDe Blasio si copre a destra con il poliziotto della tolleranza zeroPer rimpiazzare l’odiato commissario Kelly il sindaco di NY richiama Bratton, l’uomo di ferro di GiulianiSECONDA PAGINADopo il colpo della Corte ho cambiato idea: vado alle primarie e voto Renzidi Franco DebenedettiEDITORIALIFazio e Bnl, il fatto non sussisteL’ex governatore assolto e i furbetti del quertierino mediatico-giudiziarioINSERTO DEL SABATOLe amiche geniali - di AnnalenaSpero di non sapere mai chi sia davvero Elena Ferrante. Lo spero perché nei suoi libri ho trovato tutto quello che mi serve: la verità segreta nella guerra delle donneANALISII crucci convergenti di Draghi e dell’alleato nipponico Abe
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Questione di piedi. Nel grande frullatore che i supremi giudici della Consulta hanno azionato dichiarando incostituzionale la legge Calderoli, la posizione più indecifrabile, più misteriosa e potenzialmente più sorprendente tra quelle espresse dai principali leader politici italiani non è quella di Matteo Renzi (che sostiene il maggioritario), non è quella di Massimo D’Alema (che sostiene una qualsiasi legge che non vada bene a Renzi), non è quella di Romano Prodi (che sostiene il bipolarismo), non è quella di Enrico Letta (che, come Alfano, sostiene il maggioritario solo a condizione che non si faccia presto), ma molto più semplicemente, e vedremo perché, è quella di Silvio Berlusconi.
Siamo nati al mito politico con il medico argentino Ernesto Guevara, ne moriamo con il regale profeta della libertà e autodeterminazione del Sudafrica Nelson Mandela (1918-2013): questo è un beatifico progresso, per una generazione che ne ha sbagliate parecchie e che, almeno per una parte di essa, ha bruciato nel nichilismo e nell’utopia le mito-ideologie del Novecento. Sono gretti e un po’ stupidi quanti polemizzano sul concetto di riconciliazione politica e civile, che è centrale nella figura di Madiba ed è stato evocato, prima che dalla destra italiana, dagli editorialisti del New York Times (in modo peraltro impeccabile).