Roberto Abraham Scaruffi

Friday, 21 December 2012

IL FOGLIETTO QUOTIDIANO

Edizione breve del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara

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Arriva finalmente il governo dei padroni

Monti in corsa è la nuova anomalia. Oltre ai partiti nazionali e territoriali (Pd e Lega) e al movimento carismatico di Berlusconi ora è in campo un gruppo di ottimati e di tecnocrati. Al posto del vecchio centro. Il sostegno di un blocco sociale che va da Fiat alla Cisl, passando dalla chiesa, è la cosa più interessante
Che cosa cambia con Mario Monti in corsa per le politiche, alla testa di una lista centrista? Parecchio. Intanto la prevedibile affermazione del Pd e dei suoi alleati trova in teoria un argine politico serio; c’è ora un interlocutore difficile, un “estraneo” molto diverso dai tecnici puri del prodismo-d’alemismo come Ciampi e Padoa-Schioppa, con cui trattare la formazione del governo, la sua guida, il suo programma, e la carica di capo dello stato: di questo parla il fastidio di Massimo D’Alema, il suo strambo veto “morale” alla investitura democratica di Monti e dei suoi.
di Giuliano Ferrara
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Imbroglio no, enigma sì

E se politica e banche avessero esagerato nella rincorsa a Lady Spread?

Ora il differenziale Btp-Bund ondeggia senza curarsi di governo e voto. L’Abi infatti ringrazia più Draghi che Monti
Che lo spread sia un imbroglio è un grido di battaglia politico. Che sia un enigma è un dato di fatto. La differenza tra i titoli decennali italiani e tedeschi è sotto i 300 punti base, e nei giorni scorsi ha sfiorato i 287, la quota obiettivo indicata da Mario Monti per passare il testimone e dichiarare vittoria. Come mai? Certo non può essere la legge di stabilità che mostra tutti i difetti delle solite finanziarie; tanto meno questa coda sfilacciata di legislatura o le grandi riforme nel cassetto. E allora?
di Stefano Cingolani