Il Bangladesh offre agli operai molteplici opportunità di morire: nell’incendio di una fabbrica o sotto le sue macerie, negli scontri di piazza o sotto tortura.
Il crollo del
Rana Plaza è solo l’ultima strage di una lunga serie. Secondo i dati ufficiali del governo bengalese sono 454 i lavoratori e le lavoratrici del settore abbigliamento morti negli incendi dal 2006 al 2010, a cui si aggiungono i 112 della Tazreen Fashions nel 2012. Quanto ai crolli, nel 2005 era già collassato l’edificio della Spectrum, causando 64 morti e 74 invalidi.
Da quando la fine dell’Accordo Multifibre ha eliminato le quote sui prodotti tessili, il settore dell’abbigliamento ha conosciuto in Bangladesh una crescita esponenziale. Il paese è diventato il secondo esportatore mondiale dopo la Cina, e l’industria dell’abbigliamento rappresenta il 17 % del suo PIL e il 78 % delle sue esportazioni (il 59 % viene esportato nell’UE e il 26 % negli USA). Oltre tre milioni di lavoratori, in maggioranza giovani donne, sono impiegati nel settore: sono le operaie tessili meno pagate del mondo.
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