Roberto Abraham Scaruffi

Friday, 15 August 2014

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Newsletter del 15 agosto 2014
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Il robot che si ispira agli origami

Quando viene scaldata, la lastra di polimero - nella quale sono inseriti alcuni circuiti elettronici e attuatori  - inizia a contrarsi e a ripegarsi lungo le piegature e le cerniere, la cui disposizione e resistenza è studiata in modo da seguire una precisa sequenza. Il risultato finale è un robot che, appena terminato l'assemblaggio, inizia a muoversi da solo

TORNA ALL'ARTICOLO: Robot che si montano da soli grazie all'origami

(Credit: Samuel Felton)leggi l'articolo »
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I robot-origami che si montano da soli

Sfruttando i principi dell'antica arte giapponese per piegare la carta è possibile creare lastre di materiali a memoria di forma che, sottoposte a una particolare sollecitazione, iniziano a piegarsi fino a raggiungere la forma voluta. Grazie a circuiti elettronici e attuatori precedentemente inseriti nelle lastre, questi manufatti possono poi eseguire diversi compiti. Robot di questo tipo sarebbero utili per operare in posti non raggiungibili con un macchinario già montato leggi l'articolo »
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Lesioni spinali: una speranza dal trapianto di staminali

I neuroni ottenuti da staminali indotte ricavate da cellule della pelle sono in grado di produrre i lunghi assoni che corrono attraverso la colonna vertebrale. In una prospettiva a lungo termine, il loro trapianto potrebbe permettere di rimediare a lesioni al midollo spinale. Prima, però, bisognerà risolvere alcuni complessi problemi, come quello di indurli a connettersi ai circuiti neurali giusti del sistema nervoso centraleleggi l'articolo »
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Incontro con i Nobel: il filo invisibile tra energia oscura e gravità

Energia oscura e forza gravitazionale sono due dei grandi enigmi della fisica: due forze indispensabili per poter comprendere il comportamento dell'universo, ma delle quali sappiamo ancora ben poco, se non che debbono esserci, perché altrimenti quello che osserviamo attorno a noi non si spiegherebbe.

Ebbene, queste due forze potrebbero essere legate da un filo comune, "collegate a livello fondamentale", come dice in questa intervista il premio Nobel Brian Schmidt, realizzata durante il Nobel Meeting di Lindau di quest'anno. D'altra parte è stato proprio Schmidt, con le sue scoperte sull'accelerazione dell'espansione dell'universo (grazie alle quali ha vinto il riconoscimento per la Fisica nel 2011) a mettere l'energia oscura al centro della speculazione scientifica.

Cosa sia davvero questa forma misteriosa di energia e come fare a cercarla non è affatto chiaro, per ora. Ma questo non significa che sia troppo presto, secondo Schmidt, per concentrarsi anche sull'energia oscura, con l'idea che possa davvero saltar fuori qualcosa di nuovo, sia dal punto di vista teorico che sperimentale.

Certo, avere esperimenti che possano identificare questa misteriosa energia non sarà facile. Ma in tutto ciò potrebbe giocare un ruolo anche LHC, il protagonista della spettacolare caccia al bosone di Higgs che sta per cominciare a sfornare nuovi dati. Dall'acceleratore del CERN, dice Schmidt, potrebbe arrivare "qualche passo avanti inatteso che potrebbe farci capire come la teoria di campo quantistica interagisca con la gravità".

Il collegamento tra energia oscura e gravità, insomma, potrebbe passare proprio dalla difficoltà di spiegare la forza di gravità dal punto di vista della meccanica quantistica, uno dei più robusti mal di testa per la fisica contemporanea, che è riuscita a domare, dal punto di vista quantistico, tutte le forze elementari, ma non la gravità. E la faticosa formulazione di una teoria compiuta della natura dell'energia oscura potrebbe allora svelare due enigmi in una volta solaleggi l'articolo »
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TrueNorth, il chip a basso consumo che imita le reti cerebrali

Pur basandosi sulla tecnologia al silicio, il nuovo chip "TrueNorth" riesce a offrire prestazioni cento volte superiori a quelle di un microprocessore standard e, cosa ancora più importante, con un consumo energetico 176.000 volte inferiore. Il risultato è stato ottenuto  grazie a un'architettura che imita da vicino quella dei circuiti cerebralileggi l'articolo »
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Lo sbadiglio empatico nell'uomo e nei bonobo

Se non sono in gioco i complessi legami sociali tipici della nostra specie, la sensibilità dell'essere umano al contagio emotivo è la stessa di quella mostrata dai bonobo, i nostri più stretti parenti. A dimostrarlo è una ricerca che ha messo a confronto la contagiosità dello sbadiglio - la forma più elemantare di empatia - nelle due specie
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La strana membrana di LUCA, l'antenato di tutti noi

La cellula ancestrale da cui sono derivati tutti gli organismi viventi - che i biologi chiamano LUCA, da Last Universal Common Ancestor - aveva una membrana diversa da quelle delle cellule di oggi: "perdeva". Questa particolarità le permetteva di rifornirsi di energia sfruttando i gradienti di concentrazione di particelle cariche presenti nel suo ambiente, quello delle bocche idrotermali marine. Le pompe protoniche usate da tutte le cellule odierne si sono evolute nella colonizzazione di ambienti più "difficili"leggi l'articolo »
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DAL NOSTRO ARCHIVIO
Il tempo è un'illusione?


da "Le Scienze", n. 504, agosto 2010

Secondo alcuni fisici, i concetti dinamici di tempo e di cambiamento potrebbero emergere da un universo staticoleggi l'articolo »
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Medaglie Fields: Maryam Mirzakhani è la prima donna a vincere il prestigioso riconoscimento

Comunicato stampa - Per la prima volta, il premio, considerato una sorta di "Nobel per la matematica", è stato vinto da una donna, Maryam Mirzakhani, di origine iraniana. Gli altri vincitori sono Artur Avila, Manjul Bhargava e Martin Hairerleggi l'articolo »
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La fragilità di 1950DA, l'asteroide che minaccia la Terra

Tenuto d'occhio perché a potenziale impatto con la Terra nel 2880, l'asteroide 1950DA non ha la struttura di un solido compatto ma è composto da detriti che stanno insieme grazie a deboli forze di coesione fra i suoi piccoli granuli. Potrebbe quindi sfaldarsi da solo, come è successo a P/2013 R3, ma anche in seguito a tentativi di deviarne la traiettoria se, fra qualche secolo, il rischio di impatto fosse cresciutoleggi l'articolo »