Roberto Abraham Scaruffi

Tuesday, 5 February 2013

IL FOGLIETTO QUOTIDIANO

Edizione breve del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara

OGGI IN EDICOLA
PRIMA PAGINA

Più di un bluff, quello di Berlusconi è il rilancio assoluto

La “mossa sbagliata al momento giusto” del vecchio Campione

Imu o no, Bersani intanto ha il nome per l’Economia (Letta)

Il Pd tra caselle dei ministri, paura del pareggio e ipotesi di nuovo voto
SECONDA PAGINA

Alle 10:40 l’Inghilterra si ritrovò con lo scheletro di un re gobbo in più

EDITORIALI

L’azzardo dark di “Boy George”

Nella giornata degli scheletri, Osborne fa il minaccioso con le banche
INSERTI

In fondo a destra c'è Monti

Conversazione con Antonio Polito sul suo libro dedicato al fallimento della missione berlusconiana, alle cause storiche del bipolarismo imperfetto, alla scommessa delle élite
ANALISI

Il giochetto iraniano sulla fatwa antinucleare da portare al 5+1

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Metafisica dell’impudenza

Condono tombale e restituzione dell’Imu (in dieci minuti) Berlusconi ha il coraggio di essere sempre uguale a se stesso, un magico imbonitore nella terra di Machiavelli e del realismo politico
“Se in Italia c’è qualcuno che è credibile, questo è il sottoscritto”. E poi: “Restituiremo l’Imu, il Tesoro farà il bonifico a chi lo richiederà, in dieci minuti”. E ancora: “Se avrò la maggioranza, per quanto riguarda il fisco faremo un condono tombale”. Così Silvio Berlusconi, ieri a La7, ha concentrato ancora su di sé l’attenzione di questa strana campagna elettorale. Gli avversari ironizzano, gli alleati (Giulio Tremonti) eccepiscono, persino qualche ex ministro del suo vecchio governo (Renato Brunetta) fa capire che le cose sono molto più complicate di come le dipinge il fantasmagorico capo, ma tant’è.
Conseguenze dello strike

Israele si prepara al dopo Assad con una buffer zone e una nuova mappa

I consulenti del governo ci spiegano i vari scenari. I timori sulla frammentazione della Siria in cinque aree confessionali
“Per il governo di Benjamin Netanyahu la caduta della leadership alawita in Siria sarebbe un colpo durissimo all’influenza iraniana nel Levante e al suo alleato in Libano, Hezbollah. Se la Siria si disintegrerà, Israele proteggerà i suoi interessi strategici”, dice al Foglio Yossi Alpher, ex consulente del ministro della Difesa Ehud Barak, che ha alle spalle anche molti anni nel Mossad. Domenica Barak ha per la prima volta lasciato intendere che il governo di Gerusalemme ha fatto lo strike militare in territorio siriano per neutralizzare la possibilità che le armi chimiche fossero trasferite a Hezbollah.
di Giulio Meotti