Roberto Abraham Scaruffi

Thursday, 17 October 2013

IL FOGLIETTO QUOTIDIANO

Edizione breve del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara

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La fine dello shutdown

Nell’accordo che salva l’America dal default il vincitore non è Obama

Il Senato trova la via bipartisan per alzare il tetto del debito. Ma è una soluzione a tempo, a gennaio si ricomincia
L’accordo per riattivare i servizi federali e innalzare il tetto del debito è stato raggiunto poche ore prima del default, secondo uno schema ormai classico nei negoziati al Congresso. Nel momento in cui questo giornale va in stampa il Congresso non ha ancora espresso un voto, ma i leader del Senato, Harry Reid e Mitch McConnell, hanno presentato un accordo bipartisan che riattiva i finanziamenti dello stato federale fino al 15 gennaio e alza il tetto del debito fino al 7 febbraio. Non c’è il definanziamento dell’Obamacare che la parte intransigente dei repubblicani poneva come condizione di un accordo
L'anima del tea Party di William Galston
di Mattia Ferraresi
Che fai, mi lasci?

Alfano pressato dal Cav. pensa alla buonuscita dalle larghe intese

Berlusconi insiste per la soluzione choc, il segretario ascolta ma prende tempo, falchi sospettosi, colombe in agitazione
I suoi sostenitori adesso lo guardano con un misto di sospetto e speranza. Il sospetto è che Angelino Alfano possa cedere di botto alle oscillazioni di un Silvio Berlusconi tornato all’improvviso bellicoso (“questo governo non serve a niente”), mentre la speranza è che il segretario del Pdl sappia contrattare con profitto la resa alle paturnie esistenziali del Cavaliere, che a molti – ma chissà – sembra inevitabile. Ad Arcore, lunedì sera, il grande capo è apparso risoluto, e difatti sia Daniela Santanchè sia Denis Verdini hanno ritrovato il sorriso. “Visto che stare al governo è inutile, credo proprio che dovremmo uscirne”, ha detto con slancio Berlusconi.
Cerasa Letta, non ci provare
di Salvatore Merlo