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La fine dello shutdown
Il Senato trova la via bipartisan per alzare il tetto del debito. Ma è una soluzione a tempo, a gennaio si ricomincia
L’accordo
per riattivare i servizi federali e innalzare il tetto del debito è
stato raggiunto poche ore prima del default, secondo uno schema ormai
classico nei negoziati al Congresso. Nel momento in cui questo giornale
va in stampa il Congresso non ha ancora espresso un voto, ma i leader
del Senato, Harry Reid e Mitch McConnell, hanno presentato un accordo
bipartisan che riattiva i finanziamenti dello stato federale fino al 15
gennaio e alza il tetto del debito fino al 7 febbraio. Non c’è il
definanziamento dell’Obamacare che la parte intransigente dei
repubblicani poneva come condizione di un accordo
L'anima del tea Party di William Galston
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di Mattia Ferraresi
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Che fai, mi lasci?
Berlusconi insiste per la soluzione choc, il segretario ascolta ma prende tempo, falchi sospettosi, colombe in agitazione
I
suoi sostenitori adesso lo guardano con un misto di sospetto e
speranza. Il sospetto è che Angelino Alfano possa cedere di botto alle
oscillazioni di un Silvio Berlusconi tornato all’improvviso bellicoso
(“questo governo non serve a niente”), mentre la speranza è che il
segretario del Pdl sappia contrattare con profitto la resa alle paturnie
esistenziali del Cavaliere, che a molti – ma chissà – sembra
inevitabile. Ad Arcore, lunedì sera, il grande capo è apparso risoluto, e
difatti sia Daniela Santanchè sia Denis Verdini hanno ritrovato il
sorriso. “Visto che stare al governo è inutile, credo proprio che
dovremmo uscirne”, ha detto con slancio Berlusconi.
Cerasa Letta, non ci provare
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di Salvatore Merlo
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