IL FOGLIETTO QUOTIDIANOEdizione breve del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara | |||||||||
OGGI IN EDICOLAPRIMA PAGINALiquefazione della chiesaLa fede si svincola dalla verità trascendente, e diventa esperienza. Ratzinger ha perso la sua battaglia per restaurare il Concilio “non virtuale”. Per questo la nuova pastoralità di Francesco ora dilagaVive la FranceDietro al “no” di Parigi all’Iran ci sono un tic francese, l’assenza americana e un patto sauditaSECONDA PAGINAUna lezione a Reality e l’arrivo del film salvifico al Festival di Romadi Mariarosa Mancuso e BassottinaEDITORIALIDopo la devastazione di HaiyanC’è una lezione appresa da altre catastrofi che servirà alle FilippineANALISI“Destinazione Italia”? Meglio rivoluzionare il mercato del lavoroPer attrarre gli investitori esteri, il governo ascolti le loro domande (sconsolate e incredule) su assunzioni e licenziamentiINSERTIThat win the best - Inserto speciale di Jack O'MalleyIl calcio in italia è quello sport in cui si gioca novanta minuti e alla fine è colpa dell’arbitro
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Situazione surreale a destra. Stanno per riunirsi in forma solenne, avevano deciso con tanto di taglio del nastro di tornare al nome originario, Forza Italia, però la divisione è acuta e si contano le teste in attesa di tagliarle (alle origini della democrazia politica c’è la distinzione tra la conta e il taglio, ma la destra italiana è nata in una forma di carismatico leaderismo personale e di adesione per acclamazione, e cambiarne i connotati in quelli di un partito tradizionale non è facile per nessuno, posto che lo si voglia).
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, durante le sue più recenti trasferte europee, non ha perso occasione per dirsi “fiducioso” (così ieri a Malta) o addirittura “molto fiducioso” (così la settimana scorsa in Irlanda) sulla futura direzione della politica economica tedesca: “Il governo tedesco che uscirà dal negoziato sulla grande coalizione sarà con noi sulla strada di una legislatura per la crescita”. Proprio in queste ore però, da parte dell’establishment tedesco, s’odono toni decisamente meno indulgenti rispetto all’Italia.