IL FOGLIETTO QUOTIDIANOEdizione breve del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara | |||||||||
OGGI IN EDICOLAPRIMA PAGINAIl governo dei piccoli passi rimane in balìa dell’Europa sulla ripresaSaccomanni spera in un Draghi più espansivo. L’Ue ci grazia sul deficit ma è pessimista sul pil e guardinga sui contiI giudici valutano quale spazio pubblico spetta a DioAlla Corte suprema arriva una disputa sulle preghiere “civili” in AmericaSECONDA PAGINA“La congiura dei benpensanti”. L’affaire Millet un anno dopo, in un libroEDITORIALIEffetto Renzi, due partiti (forse tre)Vincere le primarie contro l’apparato, o il Pd impossibile da cambiareANALISIMagnoni a lezione di economia. I grillini tra “Vday” e parentiConvegni pensosi e note spese che danno da pensare. Il povero grillo è costretto ad “andare oltre” i suoiINSERTIGuai ai vinti? Non più, cara MerkelTre indizi (e l’aria che tira dall’Atlantico) dicono che è ora di spezzare le catene euro-tedesche
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Allora, io non voglio litigare con nessuno, sono dell’idea che la Cancellieri è responsabile di un contatto umano pietoso, di un’attenzione comprensibile e alla fine non invasiva delle prerogative altrui nel caso della detenuta Giulia Ligresti e delle sue condizioni penose di salute, non mi pare che debba dimettersi, che la si debba lapidare per compiacere un’opinione pubblica diseducata alla realtà, perfino dei sentimenti veri (quelli farlocchi no, quelli sono sempre presenti a tutti nei cuori e nelle coscienze). Però sono molto, molto incazzato. E cerco di spiegarmi.
Lunedì il segretario di stato americano, John Kerry, ha incontrato il re saudita Abdullah e ha celebrato l’alleanza “strategica” tra Washington e Riad. Se si potesse riassumere in modo informale, il dialogo sarebbe questo: “Il presidente Obama mi ha mandato qui perché abbiamo capito perfettamente che siete furiosi con noi per tante ragioni. Ad agosto abbiamo cambiato idea all’improvviso dopo aver minacciato di bombardare il presidente siriano Bashar el Assad come giusta punizione, promessa da tempo, per il massacro di civili con le armi chimiche alla periferia di Damasco. Abbiamo fatto un accordo con la Russia e voi che avete deciso di tenere una linea dura e inflessibile con Assad vi siete sentiti abbandonati e vi chiedete quale sia il vantaggio a collaborare con noi, se tanto cambiamo idea all’improvviso".